la lezione della barbabietola

(Tom Robbins secondo me è dotato del genio degli scienziati pazzi e dei predicatori da strada; in questo romanzo, che attraversa sei secoli e ci porta a spasso per l’Europa e per gli Stati Uniti, il filo conduttore sono le barbabietole, le loro proprietà olfattive e cosmetiche, la loro testarda resistenza. Saltellare con leggerezza dalla scatologia alle grandi questioni esistenziali, come nel passaggio qui sotto, credo sia espressione del genio sghembo di cui sopra)

Le barbabietole consumate a pranzo sono solite, il mattino dopo, ostruire la tazza del cesso con pesci scarlatti il cui colore dimostra la cromatica immunità della barbabietola agli attacchi dei potenti acidi digestivi e al minuzioso lavoro dei microbi capaci di tramutare il più rosso peperoncino, la carota più arancione, il melopopone più giallo in un’unica nauseabonda tonalità marrone.
Nasciamo rossi in faccia, rotondetti, profondi e puri, In noi arde il fuoco scarlatto della coscienza universale. Pian piano però ci divorano i genitori, ci inghiottono le scuole, ci masticano i nostri pari, ci trangugiano le istituzioni, ci maciullano le male abitudini, ci morde l’età; e quando poi veniamo digeriti, ruminati in quei sei stomaci, ne usciamo colorati di un’unica nauseabonda tonalità marrone.
La lezione della barbabietola perciò è questa: tienilo stretto, il tuo divin rossore, l’innata tua magia rosa, altrimenti finirai marrone.

jitterbug
Tom Robbins
Profumo di Jitterbug (1984)
trad. it. di Franco Franconeri
Baldini Castoldi Dalai, 2003