avere buon senso

«Dio mio, che storia. Che strana storia però – pensava il Supplente, – non ne ho sentita una così in ventott’anni».
E siccome anche lui non aveva mai in tasca un pfennig da far compagnia all’altro, fu tentato di scriverci un libro e farci un bel mucchio di soldi. Ma, in fondo, aveva buon senso, e finí che non fece poi niente.

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Silvio D’Arzo
Penny Wirton e sua madre
Einaudi, 1978

specie quelli

– Sentito niente voi donne? – dissi io alzandomi subito in piedi.
La più vecchia prese il moccolo in mano e lentamente andò ad aprir la finestra. Per un minuto fummo tutti nel buio.
L’aria intorno era viola, e viola i sentieri e le erbe dei pascoli e i calanchi e le creste dei monti: e in mezzo all’ombra, lontano, vedemmo scendere al borgo quattro o cinque lanterne.
– Sono gli uomini che scendon dai pascoli – mormorò ritornando da noi, – e fra dieci minuti son qui.
Era vero, e così respirai. Le parole mi fanno vergogna, ecco il fatto: e i commiati non sono mai stati per me. Specie quelli. Senza parere mi avviai verso l’uscio.

casa d'altri
Silvio D’Arzo, Casa d’altri (1952)
in Casa d’altri e altri racconti
Einaudi, 2007