la puttana, la spia, l’aguzzina

«Ascoltami» aggiunse, con una torva solennità, «e ricordati: io sola sono vera e sarò finché vivo. Voi, gli altri, siete appena barlumi e finzioni che sento respirare e parlare al mio fianco. E la storia non riguarda che voi, io non so cosa vuol dire. Capiscimi: nei miliardi dei secoli passati e futuri io non so trovare evento più importante della mia morte. E tutte le carneficine e derive di continenti e scoppi di stelle sono soltanto canzonetta e commedia al confronto di questo minuscolo e irripetibile cataclisma, la morte di Marta. Cosa non farei per ritardarlo un attimo. La puttana, la spia, l’aguzzina. E chissà che non l’abbia già fatto».


Gesualdo Bufalino
Diceria dell’untore (1981)
Sellerio, 2009

è successo ma non è successo

Ho un amico a cui il fratello maggiore aveva fatto un grosso torto, ma lui non aveva mai affrontato la questione. I dettagli non sono importanti. Un giorno ha trovato il coraggio di farlo, di telefonargli per parlargliene direttamente. Gli ci erano voluti anni per trovare quel coraggio. Insomma, ha chiamato il fratello e gli ha detto: Adesso voglio che mi ascolti. Non dire una parola, voglio solo che ascolti. E il fratello gli ha detto ok. Allora il mio amico ha detto quello che per tutto quel tempo non era riuscito a dire, faceva avanti e indietro per la casa e cercava di dire quello che andava detto, piangendo un fiume di lacrime. Ma poi quando ha finito di parlare, solo quando ha finito di parlare, si è reso conto che il fratello non c’era, che era caduta la linea. Ha richiamato il fratello, in preda al panico, e gli ha detto: Fino a che punto hai sentito?, e il fratello ha risposto: Ho sentito che dicevi che volevi che ti ascoltassi, poi ti ho perso. E il mio amico per qualche ragione non ce l’ha più fatta, non è riuscito a ripetere quello che aveva detto. Mi ha raccontato questa storia e mi ha detto che adesso si sente ancora più confuso, più solo, perché ha vissuto l’esperienza intensa del confronto diretto col fratello, e quest’esperienza l’ha un po’ cambiato, è stato un evento grosso nella sua vita, solo che non è mai successo davvero: il confronto col fratello non c’è mai stato perché il cellulare non prendeva bene. È successo ma non è successo. Non è qualcosa di inesistente ma non è mai avvenuto. Capisci che intendo?

5088-3
Ben Lerner
Nel mondo a venire
trad. it. di Martina Testa
Sellerio, 2015

attenzione

Imboccammo la sua via e cominciò a piovere, ma la sensazione fu che in quella via la pioggia stessa cadendo già da un po’ e noi ci fossimo entrati dentro, aprendola come una tenda di perline. E forse scambiai per un intensificarsi del vento quello che era solo un intensificarsi della mia attenzione per il vento.

5088-3
Ben Lerner
Nel mondo a venire
trad. it. di Martina Testa
Sellerio, 2015

mondo senza male

Ma a tornare a casa alle quattro o alle cinque di notte per me c’è sempre stata quell’aria che mi sembra l’aria del mondo senza male. A quell’ora mi sembra che tutto diventi larghissimo, come se ci fosse una specie di largo che mentre lo guardi continua ad allargarsi, e io ci sono sempre rimasto con piacere ad allargarmi tranquillo in mezzo a questo largo che si slarga della notte.

roma
Ugo Cornia
Roma
Sellerio, 2004