cesso

La moglie di Sabatini è un cesso.
Fu la prima cosa che pensai quando me la presentò alla cena di Natale dell’azienda.
Lui: unghie curate, abiti su misura, giovane, affascinate, profumato.
Lei: un cesso.
Mia moglie, pur con tutte le sue imperfezioni e con vent’anni in più, è decisamente più desiderabile, pensai; e non era certo l’amore a parlare, perché di quello, dopo tutto il tempo passato insieme, ho l’impressione che non ce ne resti granché.
Comunque, la disparità tra Sabatini e signora mi aveva fatto piacere, devo ammetterlo, perché da uno come lui ti saresti aspettato una partner all’altezza, e invece… Finalmente una crepa che rischia di mandare la sua perfezione in frantumi, mi dissi mentre le stringevo la mano dopo essermi provvidenzialmente asciugato la mia sui pantaloni, e mentre con la coda dell’occhio vedevo il fastidiosissimo biancore dei denti di Sabatini.
Sabatini infatti, non c’è neanche bisogno di specificarlo, sorrideva.
Sabatini sorride sempre, sorride a tutti.
E secondo me quando uno sorride così, senza ritegno e senza motivo, è perché ha qualcosa da nascondere; quindi proprio in quel momento, mentre lasciavo la mano moscia di sua moglie e stringevo un bicchiere di vino bianco ormai tiepido nell’altra mano, mi ripromisi di smascherarlo.
«A me non la fai, damerino del cazzo,» pensai verso la fine della cena natalizia, con qualche altro bicchiere di bianco che mi risuonava come una risacca in testa «a me non la fai».

(incipit di un racconto nuovo, che uscirà in un raccolta nuova, quando?, chissà)

non avete guardato bene

A dare l’allarme fu una coppia di turisti, che sentirono le urla del malcapitato mentre erano intenti ad ammirare la piena dell’Adige dalla sommità della gobba di Ponte Pietra, e che inorridirono nel constatare che le stesse provenivano dal buco al centro del ponte, ormai quasi del tutto sommerso dall’acqua.
Vista la difficoltà di giungere sul posto utilizzando mezzi di soccorso di qualunque tipo, un pompiere si calò dal parapetto del ponte con una fune e trasse in salvo il malcapitato, esausto e prossimo a essere trascinato via dalla corrente.
Portato in questura per accertamenti il malcapitato risultò nullatenente, privo di documenti e del tutto restio a fornire le proprie generalità. Ammise soltanto di vivere nel buco di Ponte Pietra già da qualche tempo, poi si rinchiuse in un testardo silenzio.
Come è possibile, chiese un cronista locale che lo intercettò all’uscita della questura, che lei abbia vissuto nel bel mezzo del ponte e che nessuno se ne sia accorto?
Si vede che non avete guardato bene, disse il malcapitato.

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