“l’albero dei soldi”

Un libro su un albero che faceva i soldi. Aveva come foglie biglietti da 20 dollari. I suoi fiori erano titoli di stato. I suoi frutti erano diamanti. Attirava gli esseri umani, che si ammazzavano tra loro intorno alle sue radici e così diventavano un ottimo fertilizzante.
Così va la vita.

Mattatoioun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“pazzi nella quarta dimensione”

Parlava di persone le cui malattie mentali non potevano essere curate perché la cause delle malattie erano tutte nella quarta dimensione, e i medici tridimensionali della Terra non potevano assolutamente scoprire quelle cause, e nemmeno immaginarle.
Trout diceva […] che vampiri, licantropi, folletti, angeli e così via esistevano veramente, ma si trovavano nella quarta dimensione.
Nella quarta dimensione si trovava, stando a Trout, anche William Blake […]
E il paradiso e l’inferno.

Mattatoioun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“la macchina del tempo”

[…] parlava di un uomo che aveva costruito una macchina del tempo per poter tornare indietro e vedere Gesù. La macchina funzionava, e lui vide Gesù quando aveva appena dodici anni. Gesù stava imparando da suo padre a fare il falegname.
Due soldati romani entrarono nel negozio col disegno, su papiro, di un congegno che doveva essere costruito entro l’alba del giorno dopo. Si trattava di una croce da usare per l’esecuzione di un agitatore. Gesù e suo padre la costruirono. Erano contenti di avere del lavoro. E l’agitatore fu inchiodato a quella croce.
Così va la vita.

Mattatoioun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“tabellone”

Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c’è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. La stessa idea è espressa nel Tabellone di Kilgore Trout. Gli equipaggi dei dischi volanti che rapiscono il suo eroe gli chiedono di Darwin. Gli chiedono anche del golf.

Mattatoioun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“il fenomeno senza intestino”

Parlava di un robot con l’alto cattivo che, guarito da questo malanno, era diventato molto popolare.
Ma ciò che rendeva notevole il racconto, scritto nel 1932, era che prevedeva l’uso del napalm sugli esseri umani.
Il napalm veniva lanciato su di loro dagli aerei. Erano dei robot a effettuare il lancio. Questi robot non avevano né coscienza né circuiti che gli permettessero di immaginare cosa succedeva alla gente sulla terra. Il capo dei robot di Trout sembrava un essere umano e sapeva ballare e così via, e anche uscire con le ragazze. E nessuno ce l’aveva con lui perché sganciava il napalm sulla gente. Quello che trovavano imperdonabile era il suo alito cattivo. Poi però il robot riuscì a curarsi, e la razza umana lo accolse tra le sue file.

Mattatoioun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“il vangelo dello spazio”

Parlava di una creatura venuta dallo spazio che somigliava molto a un tralfamadoriano, tra l’altro. La creatura venuta dallo spazio aveva studiato a fondo il cristianesimo per capire, se possibile, perché per i cristiani fosse così facile essere crudeli. Era arrivato alla conclusione che il guaio derivava almeno in parte dal modo trasandato in cui era scritto il Nuovo Testamento. Secondo lui, l’intento dei Vangeli era insegnare alla gente, fra le altre cose, a essere misericordiosi, anche verso i più umili.
Ma i Vangeli, in realtà, insegnavano questo:
Prima di uccidere qualcuno, accertatevi bene che non abbia relazioni importanti. 
E così via.

Mattatoioun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005