lasciamo perdere

Come si fa a non raccontare ex post? Possibile che niente possa mai essere realmente espresso, reso nel suo neutro divenire, possibile che non si riesca a riprodurre il balbettio dell’attimo nascente? Come mai noi, nati dal caos, non possiamo entrarci in contatto e non facciamo in tempo a vederlo che subito sotto gli occhi ci spuntano ordine.. e forma… Pazienza. Lasciamo perdere.


Witold Gombrowicz
Cosmo (1965)
traduzione di Vera Verdiani
il Saggiatore, 2017

ciarpame

Lista del ciarpame prodotto dalla fabbrica nella Torre Rossa di Thomas Ligotti:

– un assemblaggio che somigliava a uno scrigno su minuscole ruote irregolari;
– minuscoli, raffinati cammei più pesanti di quanto le dimensioni lasciassero intendere, assai più pesanti;
– medaglioni il cui luccicante coperchio rivelava, aprendosi, un abisso nero e riverberante, una nerezza profonda che ruggiva di echi;
– riproduzioni realistiche di organi interni e strutture fisiologiche, molte con sintomi di malattie in stato avanzato e tutte sgradevolmente calde e morbide al tatto;
– una finta mano disincarnata le cui unghie si allungavano di diversi centimetri ogni giorno e ricrescevano ostinate se qualcuno cercava di tagliarle;
– oggetti naturali, perlopiù zucche bulbose, concepiti in modo che producessero un lungo, assordante urlo se li si coglieva o disturbava nella loro immobilità vegetale;
– pezzi induriti di lava nella cui forma grezza, ignea, era incastonato un paio di occhi lacrimosi che senza sosta spostavano lo sguardo da una parte all’altra come un pendolo infaticabile;
– un modesto pezzo di cemento, maceria di una strada o marciapiede, che lasciava una macchia delle più intrattabili, viscida e verde, su qualsiasi superficie lo si posasse;
– un elaborato carillon che, aperto, emetteva un breve gorgoglio, un risucchio, a imitazione del rantolo mortale di una persona;
– un orologio da tasca con la cassa d’oro che aprendosi mostrava un curioso quadrante i cui numeri erano rappresentati da minuscoli insetti tremuli, mentre le «lancette» erano lingue di rettile esili e rosa;
– tappeti esotici a trame intricate e astratte che, quando ci si concentrava abbastanza a lungo, si combinavano in scene sfuggenti e fantasmagoriche come potrebbero apparire a un cervello colpito dalla febbre o danneggiato irreparabilmente;
– iperorganismi [che] manifestavano un’intensa vitalità in ogni aspetto della loro forma e funzione […e] un ineluttabile elemento di decomposizione.

teatroThomas Ligotti
La Torre Rossa, in Teatro Grottesco (2007)
trad. it. di Luca Fusari
il Saggiatore, 2015