un’infinita protezione

Se dovessi raccontare la mia esistenza credo che non saprei che cosa dire, sono tentato di dire: nella mia esistenza non c’è stato nessun avvenimento. Mio fratello si ricorda cose che gli sono successe quando aveva due anni, e infatti la sua esistenza, per quello che ne posso capire, è lineare e chiara. Mio fratello è cresciuto per accrescimento e questo fa di lui, a trentasei anni, un uomo completo. Io credo di essere cresciuto per sottrazioni successive, come se la verità del mio corpo e della mia anima non fosse stata da ricercare in uno sviluppo completo di quello che alla nascita possedevo in potenza, ma nella messa in luce di una consistenza interna, meravigliosa e felice. Io penso a me stesso come a un uovo: quando sono infelice sento l’uovo dentro di me, come un oggetto impenetrabile; quando sono felice io sono dentro l’uovo, sono un tuorlo che galleggia dentro un’infinita protezione.

la felicità terrena
Giulio Mozzi
La felicità terrena (1996)
Laurana, 2012

bisogno di soldi

mozziScrivo questo romanzo perché ho bisogno di soldi. Ne ho un bisogno disperato. Io non sono mai stato attaccato ai soldi. È per questo, forse, che non ne ho. Non sono mai stato capace di mettere i soldi in cima ai miei pensieri. Non credo di avere mai buttati via i miei soldi. Ho sempre pensato che se avessi sempre lavorato, avrei avuti sempre i soldi. Ho sempre risparmiato. Sono stato educato al rigore. Ho accettata l’educazione al rigore che mi è stata impartita. Ho sempre pagate le tasse. Ho sempre pagati i contributi volontari. Mi sono fatto un’assicurazione sulla vita. Ho regolarmente comperati i Buoni di Risparmio Postale. Non sono mai vissuto alla giornata. Mi sono sempre sentito tranquillo. Lavoravo, guadagnavo, pagavo le tasse i contributi l’assicurazione, comperavo i Buoni di Risparmio Postale. A volte andava meglio, a volte andava peggio. Ci sono stati degli anni nei quali ho guadagnato molto e degli anni nei quali ho guadagnato poco. Non sono mai stato veramente in difficoltà. Quello che ho risparmiato è sempre bastato a tenermi al sicuro. Non mi era mai successo di dare fondo a tutti i miei risparmi. I risparmi stavano lì. Lavorare mi piace. Nella vita non so fare altro che lavorare. Non sono mai stato avido. Il lavoro mi interessa più del guadagno. Gli amici mi hanno sempre detto che certe volte mi faccio pagare troppo poco. Lo ammetto. A volte mi piace lavorare gratis. Quello che mi dà soddisfazione è il lavoro. Non il guadagno. Il guadagno non è mai stato in cima ai miei pensieri.

Dal primo capitolo del futuro primo romanzo di Giulio Mozzi (gestazione lunga, data di uscita incerta).
Continua qui.

best of 2013

Stando a Goodreads, nel 2013 ho letto una cinquantina di romanzi e una ventina di raccolte di racconti (oltre a parecchi racconti singoli gentilmente offerti dalla sezione Fiction del New Yorker, e letti tramite Kindle).
Visto che siamo a fine anno, ecco una lista delle migliori letture dei passati 12 mesi. Sono – quasi tutti – titoli arcinoti, e dopo averli letti credo di avere capito il perché.

Romanzi
Roberto Bolaño, Stella distante
Vasilij Grossman, Vita e destino
James Joyce, Ulisse
Junot Díaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao
Jack Kerouac, Big Sur

Raccolte di racconti
Jorge Luis Borges, Finzioni
Giulio Mozzi, Sono l’ultimo a scendere
Nathan Englander, Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank
J.D. Salinger, Nine stories
Thomas Bernhard, L’imitatore di voci

Infine, tra le mie poche letture di non fiction e varia (una ventina di titoli in tutto), mi sento di segnalare due cose:
l’ottimo volumetto Il realismo è l’impossibile di Walter Siti (ed. Nottetempo), che è insieme una dichiarazione di poetica e un testo di critica letteraria, e il primo volume dello Swamp Thing di Alan Moore, semplicemente superbo.