“sport robot”

Un romanzo che parlava di un uomo deriso da tutti perché costruiva robot sportivi.
Aveva creato un robot giocatore di golf in grado di fare sempre buca con un colpo solo, un robot giocatore di basket che centrava sempre il canestro, un robot giocatore di tennis che faceva solo ace, e così via.
All’inizio la gente non capiva l’utilità di robot simili, la moglie dell’inventore lo lasciò, fra l’altro allo stesso modo in cui la moglie di mio padre lasciò lui, e i suoi figli provarono a rinchiuderlo in manicomio. Poi però l’inventore fece sapere ai pubblicitari che i suoi robot avrebbero promosso automobili, birra, rasoi, orologi da polso, profumi, e quant’altro. [… ] fece una fortuna perché c’erano moltissimi fanatici dello sport che volevano essere esattamente come quei robot.
Ma non chiedetemi perché.

galapagosun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Galapagos (1985)
trad. it. di Riccardo Mainardi
Bompiani, 2000

“l’era dei mostri speranzosi”

La vicenda era ambientata in un pianeta popolato da umanoidi che fino all’ultimo insistevano a ignorare i problemi più cruciali della sopravvivenza. Alla fine, quando tutti i boschi erano stati distrutti e i laghi avvelenati dalle piogge acide, e tutte le falde acquifere rese impotabili dagli scarichi industriali e da altri fattori di inquinamento, gli umanoidi scoprivano di esser genitori di bambini muniti di ali, di corna o di pinne, senza occhi o con cento occhi, senza cervello o con un cervello smisurato, e così via.
Tali erano gli esperimenti operati dalla natura su creature che, fortuna permettendo, sarebbero potuti essere cittadini planetari migliori degli umanoidi. Quasi tutti morirono, o furono uccisi, o perirono altrimenti, ma alcuni erano invero molto promettenti, si sposarono fra loro e misero al mondo figli dello stesso stampo.

galapagosun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Galapagos (1985)
trad. it. di Riccardo Mainardi
Bompiani, 2000