l’idea-di-sé

Nemmeno a lezione osava fare domande, chiedere spiegazioni, e se qualcuno gli rivolgeva la parola per chiedergli anche solo l’ora, rispondeva insicuro e balbettante come si trovasse davanti a una commissione d’esame. Vedeva tutti migliori di lui, molto più belli, molto più ricchi, senza dubbio più intelligenti. Rideva alle loro battute, li seguiva in disparte nei caffè e nelle pizzerie, li osservava. Nessuno si accorgeva della sua presenza e quando anni dopo gli capitò di incontrare in giro per l’Italia qualcuno di quegli studenti – lui li riconosceva immediatamente anche attraverso i mutamenti dell’età, i figli, i matrimoni, le carriere, poiché attingeva, nell’atto del riconoscimento, non alle chiacchiere o agli avvenimenti, ma all’idea che si era formato di quelle persone, l’idea-di-sé che ognuno si porta dietro, immutabile fino alla tomba – nessuno era in grado di riconoscerlo, o, semplicemente, di ricordarsene.

camere
Pier Vittorio Tondelli
Camere separate
Bompiani, 1989

“empire state”

Per citare dal racconto di Kilgore Trout intitolato Empire State, che narra di una meteora di forma e dimensioni identiche all’omonimo grattacielo di Manhattan, che si avvicina dritta sparata alla Terra a centoventidue chilometri l’ora: “La scienza non ha mai rallegrato nessuno. La verità sulla condizione umana è semplicemente troppo orrenda”.

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“albert hardy”

Un racconto su un tizio con la testa tra le gambe e il ciufolo in cima al collo, (…) disintegrato mentre faceva il proprio dovere di soldato nella seconda battaglia delle Somme, Prima Guerra Mondiale.
La sua targhetta di identificazione non veniva ritrovata. Le parti del suo cadavere erano risistemate come quelle di qualunque altro cadavere, cioè con la testa in cima al collo. Non gli veniva restituito il ciufolo. A essere sinceri, il suo ciufolo non era stato quel che si potrebbe definire “oggetto di una ricerca minuziosa”.
Albert Hardy veniva sepolto sotto una fiamma eterna in Francia, nella tomba del Milite Ignoto, “finalmente normale”.

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“il vecchio e rugoso domestico”

Il vecchio e rugoso domestico narra di un matrimonio. La sposa è Mirabile Dictu, una vergine. Lo sposo è Flagrante Delictu, un donnaiolo senza cuore. Sotto Voce, un ospite che rimane ai bordi della cerimonia, bisbiglia al tipo che gli sta accanto: “Non mi interessano queste cose. Quello che mi interessa è trovare una donna che mi odi, e darle una casa.”
E l’altro gli dice, mentre lo sposo bacia la sposa: “Le donne sono tutte psicotiche, gli uomini sono tutti coglioni.”
L’eponimo e vecchio rugoso domestico, che sta piangendo celandosi gli occhi con una mano, è Scrotum.

cronosisma
Un dramma di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“dottor schadenfreude”

Non era ambientato su un altro pianeta, ma nello studio di uno psichiatra, a St. Paul, Minnesota.
Il nome dello strizzacervelli dà il titolo al racconto, cioè Dottor Schadenfreude. Questo dottore ha sì l’abitudine di fare sdraiare i suoi pazienti su un divano e parlare, a li costringe a parlare unicamente di fesserie capitate a estranei, come le hanno lette sui giornalacci popolari o viste nei talk-show in televisione.
Sa a un paziente scappava detto “io” o “me” o “mio”, il dottor Schadenfreude andava fuori di testa. Balzava su dalla sua poltrona superimbottita. Pestava i piedi per terra. Vorticava le braccia.
Piazzava la sua facciona livida a un pelo dal naso del paziente. Sbraitava e latrava roba del genere: “Quando ti ficcherai in quella testa malata che a nessuno gliene frega assolutamente niente di te, te, te, noioso e insignificante pezzo di merda? Il tuo vero e solo problema è il fatto che tu ti creda qualcosa! Renditene conto, altrimenti trascina fuori di qua il tuo culone imbottito!”.
A rigor di termini, molti dei racconti di Trout, a parte l’implausibilità dei personaggi, non erano affatto racconti di fantascienza. Dottor Schadenfreude non lo era, a meno che non si sia tonti al punto di considerare scienza la psichiatria.

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“la poltiglia”

Vi si raccontava di uno scienziato pazzo che si chiamava Fleon Sunoco, e che stava conducendo una ricerca presso il National Institutes of Health di Bethesda, Maryland. Il dottor Sunoco era convinto che le persone molto intelligenti avessero in testa delle piccole radioriceventi, e che le loro idee geniali provenissero da altrove.
(…) Trout stesso sembrava persuaso che da qualche parte ci fosse un grosso computer che, per mezzo di impulsi radio, avesse detto a Pitagora dei triangoli retti, a Newton della gravità, a Darwin dell’evoluzionismo, a Pasteur dei germi, a Einstein della relatività, e via di seguito.
“Quel computer lì , dovunque si trovi e qualunque cosa sia, fingendo di aiutarci, potrebbe invece star cercando di ucciderci rifilandoci troppa roba a cui pensare” disse Kilgore Trout.

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“non c’è niente da ridere”

Non c’è niente da ridere doveva il titolo a quello che, nel racconto, un giudice aveva detto durante un segretissimo processo di corte marziale all’equipaggio del bombardiere americano Joy’s Pride, sull’isola di Banalulu, nel Pacifico, un mese dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il Joy’s Pride era in condizioni perfette, dentro un hangar a Banalulu. Si chiamava così in onore di Joy Peterson, madre del pilota nonché infermiera ostetrica in un ospedale di Corpus Christi, Texas. Pride significa due cose. “Orgoglio” è la prima. E “branco” la seconda.
Eccoci al nocciolo: dopo che una bomba atomica era stata sganciata su Hiroshima, e poi un’altra su Nagasaki, all’equipaggio del Joy’s Pride era stato ordinato di sganciarne una terza su Yokoama, su un paio di milioni di “piccoli bastardi gialli”. I piccoli bastardi gialli di quell’epoca venivano chiamati “piccoli bastardi gialli”. Si era in tempo di guerra. Trout descrisse così la terza bomba atomica: “Una paonazza figlia di puttana grande quanto una caldaia nella cantina di una media scuola media”.

Era troppo grossa per essere stivata nello scomparto delle bombe, e così venne appesa sotto la pancia dell’aereo.
Quando il Joy’s Pride rullò per decollare nel cielo blu sfiorava la pista.
Mentre l’aereo si avvicinava all’obbiettivo, il pilota commentava a voce alta nell’interfono la celebrità che sarebbe derivata alla madre, l’infermiera ostetrica, una volta che loro avessero fatto ciò che si apprestavano a fare. Dopo che aveva sganciato su Hiroshima iI proprio carico, il bombardiere Enola Gay e la donna in onore della quale era stato battezzato erano diventati famosi come star del cinema. Yokoama aveva il doppio della popolazione di Hiroshima e Nagasaki messe assieme.
Tuttavia più il pilota ci pensava, più era sicuro che la sua dolce madre vedova non sarebbe mai riuscita a dire ai giornalistidi essere orgogliosa perché il figlio aveva ucciso un numero record di civili in una volta.
[…] A ogni modo.
Gli altri membri dell’equipaggio del Joy’s Pride, comunque, dissero al pilota che la pensavano come lui. Erano soli lassù nel cielo. Non avevano nessun caccia di scorta, poiché i giapponesi non avevano più aeroporti operativi. La guerra era terminata, a parte le scartoffìe da firmare: probabilmente si trattava della situazione che c’era anche prima che l’Enola Gay cremasse Hiroshima.
Per citare Kilgore Trout: “Quella non era più guerra, così come non lo era stato il bombardamento atomico su Nagasaki. Piuttosto era un: ‘Guarda che bravi che sono gli yankee!’ Puro show-business.”
In Non c’è niente da ridere, Trout scrisse che il pilota e il suo bombardiere si erano sentiti simili a dio durante le missioni precedenti, quando tutto quel che dovevano fare era sganciare sulla gente bombe incendiarie ed esplosivi convenzionali.
“Ma dio inteso con la d minuscola,” scrisse. “Si identificavano con divinità minori deputate unicamente a vendicare e distruggere. Tutti soli lassù nel cielo, con la paonazza figlia di puttana appesa sono la pancia dell’aereo, si sentivano come il Boss, Dio in persona, che aveva un’opzione che le altre volte non era stata prevista, quella di essere misericordioso.”
[…] Il pilota del Joy’s Pride fece un’inversione a U nel cielo. La paonazza figlia di puttana era ancora agganciata alla pancia dell’aereo. Il pilota puntò su Banalulu. “Lo fece,” scrisse Trout, “perché sua madre gli avrebbe chiesto di fare così.”
Durante il segretissimo processo di corte marziale che seguì, a un certo punto dell’udienza tutti si piegarono in due dalle risate. Il che indusse il giudice a picchiare furiosamente col martellone e a dichiarare che ciò che avevano fatto gli imputati non era “roba da ridere”. Quello che la gente aveva trovato così buffo era la descrizione che il procuratore aveva fatto del comportamento del personale della base quando il Joy’s Pride si era disposto all’atterraggio con la paonazza figlia di puttana a dieci centimetri dall’asfalto della pista.
Gente che si gettava dalla finestra. Che si pisciava addosso.
“Si verificarono tutti i possibili tipi di collisione tra svariati tipi di veicolo,” scrisse Kilgore Trout.
Tuttavia, quando il giudice aveva appena ristabilito faticosamente l’ordine, un’enorme crepa si era aperta sul fondo dell’Oceano Pacifico. Aveva inghiottito Banalulu, corte marziale, Joy’s Pride, bomba atomica intatta e tutto il resto.

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“nozze d’oro”

Narra di un fioraio che cerca di aumentare il proprio giro d’affari rivolgendosi a coppie di coniugi che lavorano entrambi a casa, o che trascorrono svariate ore della giornata gestendo esercizi del tipo Lui&Lei, nel tentativo di convincerli del loro diritto di festeggiare svariati anniversari di matrimonio all’anno.
Egli calcola che una coppia media con posti di lavoro separati accumula quattro ore uomo-donna per giorno feriale, e sedici nei fine settimana. Il tempo trascorso dormendo nello stesso letto non conta. Così totalizza una settimana uomo donna di trentasei ore uomo-donna.
Moltiplica per cinquantadue. Così totalizza, arrotondando, un anno uomo-donna standard di milleottocento ore uomo-donna. Le sue pubblicità affermano che qualunque coppia abbia accumulato tale numero di ore uomo-donna ha diritto di festeggiare un anniversario, e di ricevere fiori e doni adeguati, anche se per metterle insieme ha impiegato solo venti settimane!

cronosisma
Un racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Cronosisma (1997)
trad. it di S.C. Perroni
Bompiani, 1998

“l’era dei mostri speranzosi”

La vicenda era ambientata in un pianeta popolato da umanoidi che fino all’ultimo insistevano a ignorare i problemi più cruciali della sopravvivenza. Alla fine, quando tutti i boschi erano stati distrutti e i laghi avvelenati dalle piogge acide, e tutte le falde acquifere rese impotabili dagli scarichi industriali e da altri fattori di inquinamento, gli umanoidi scoprivano di esser genitori di bambini muniti di ali, di corna o di pinne, senza occhi o con cento occhi, senza cervello o con un cervello smisurato, e così via.
Tali erano gli esperimenti operati dalla natura su creature che, fortuna permettendo, sarebbero potuti essere cittadini planetari migliori degli umanoidi. Quasi tutti morirono, o furono uccisi, o perirono altrimenti, ma alcuni erano invero molto promettenti, si sposarono fra loro e misero al mondo figli dello stesso stampo.

galapagosun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Galapagos (1985)
trad. it. di Riccardo Mainardi
Bompiani, 2000