“tabellone”

Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c’è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. La stessa idea è espressa nel Tabellone di Kilgore Trout. Gli equipaggi dei dischi volanti che rapiscono il suo eroe gli chiedono di Darwin. Gli chiedono anche del golf.

Mattatoioun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“il fenomeno senza intestino”

Parlava di un robot con l’alto cattivo che, guarito da questo malanno, era diventato molto popolare.
Ma ciò che rendeva notevole il racconto, scritto nel 1932, era che prevedeva l’uso del napalm sugli esseri umani.
Il napalm veniva lanciato su di loro dagli aerei. Erano dei robot a effettuare il lancio. Questi robot non avevano né coscienza né circuiti che gli permettessero di immaginare cosa succedeva alla gente sulla terra. Il capo dei robot di Trout sembrava un essere umano e sapeva ballare e così via, e anche uscire con le ragazze. E nessuno ce l’aveva con lui perché sganciava il napalm sulla gente. Quello che trovavano imperdonabile era il suo alito cattivo. Poi però il robot riuscì a curarsi, e la razza umana lo accolse tra le sue file.

Mattatoioun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“il vangelo dello spazio”

Parlava di una creatura venuta dallo spazio che somigliava molto a un tralfamadoriano, tra l’altro. La creatura venuta dallo spazio aveva studiato a fondo il cristianesimo per capire, se possibile, perché per i cristiani fosse così facile essere crudeli. Era arrivato alla conclusione che il guaio derivava almeno in parte dal modo trasandato in cui era scritto il Nuovo Testamento. Secondo lui, l’intento dei Vangeli era insegnare alla gente, fra le altre cose, a essere misericordiosi, anche verso i più umili.
Ma i Vangeli, in realtà, insegnavano questo:
Prima di uccidere qualcuno, accertatevi bene che non abbia relazioni importanti. 
E così via.

Mattatoioun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Mattatoio n° 5 (1969)
Trad. it. di Luigi Brioschi
Feltrinelli, 2005

“2bro2b”*

Un’America dove quasi tutto il lavoro era svolto dalle macchine, e le uniche persone che potevano trovare un impiego avevano tre o quattro dottorati. C’era anche un grave problema di sovrappopolazione.
Tutte le più gravi malattie erano debellate. Così la morte era volontaria, e il governo, per incoraggiare quelli che volevano morire, aveva eretto a ogni incrocio delle strade principali un Salone del Suicidio Etico, col tetto viola, proprio accanto al tetto arancione di uno Howard Johnson.**
Nel salone c’erano hostess molto graziose, e delle comode poltrone, e un sottofondo musicale, e una sceltatra 14 sistemi indolori per morire. I saloni del suicidio erano posti affollatissimi, perché tanta gente si sentiva sciocca e inutile, e perché morire era ritenuta una cosa patriottica e disinteressata. Gli aspiranti suicidi avevano anche diritto a un ultimo pasto gratis nell’attiguo ristorante.
E così via.

*La pronuncia americana di 2BRO2B è molto simile a quella di To be or not to be?, Essere o non essere?
** Catena di ristoranti economici

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

“venere sulla conchiglia”

Nella quarta di copertina c’era il riassunto di una scena molto spinta contenuta all’interno. Il riassunto era questo:

La regina Margaret del pianeta Shaltoon lasciò cadere il vestito sul pavimento. Sotto non aveva niente. Il suo petto era alto, sodo e scoperto era roseo e fiero. Le sua anche e le sue cosce sembrravano una lira invitante di purissimo alabastro. Così bianco era il loro splendore che dentro avrebbero potuto avere una luce. “I tuoi viaggi sono finiti, Vagabondo dello Spazio” mormorò, con una voce arrochita dalla passione. “Non cercare più, perché hai trovato quello che cercavi. La risposta è tra le mie braccia.”
“Dio sa che è una splendida risposta, regina Margaret” rispose il Vagabondo dello Spazio. Il palmo della mano gli sudava copiosamente. “E io l’accetterò con gratitudine. Ma devo dirti, se volgio essere assolutamente sincero con te, che domani dovrò rimettermi in cammino.”
“Ma hai trovato la tua risposta, hai trovato la tua risposta” gridò lei, stringendosi la testa di quell’uomo tra i seni giovani e profumati.
Lui disse qualcosa che lei non udì. Lei lo scostò da sé e lo tenne a un braccio di distanza. “Cos’hai detto?”.
“Ho detto, regina Margaret, che quella che tu mi dai è una risposta maledettamente buona. Purtroppo si dà il caso che non sia quella che vado cercando sopra ogni cosa.”

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

“ehi, dico, ma lo senti quest’odore?”

“Questo paese […] aveva immensi programmi di ricerca finalizzati alla lotta contro gli odori. Erano finanziati da contributi individuali raccolti dalle madri che la domenica marciavano di casa in casa. L’ideale delle ricerche era trovare uno specifico deodorante chimico per ogni odore. Ma poi il protagonista del romanzo, che era anche il dittatore del paese, fece una straordinaria scoperta scientifica, anche se non era uno scienziato, e non ebbero più bisogno di tutti quei progetti. Andava dritto alla radice del problema, lui.”
[…]
“Trovò un prodotto chimico che eliminava tutti gli odori?”
[…]
“No. Come dicevo, il protagonista era un dittatore, e non fece altro che eliminare i nasi.”

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

“la prima corte distrettuale di grazie”

La prima Corte distrettuale di Grazie era un tribunale dove potevi trascinare le persone se ti sembrava che non ti fossero state abbastanza riconoscenti per quello che avevi fatto per loro. Se il convenuto perdeva la causa, la corte gli dava la possibilità di scegliere tra il ringraziare il querelante in pubblico e l’andare in segragazione cellulare a pane e acqua per un mese. Secondo Trout, l’ottanta per cento dei condannati sceglieva la prigione.

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

“permesso speciale pangalattico: validità 3 giorni”

Era una storia emozionante, tutta imperniata su un uomo che aveva preso parte a una specie di spedizione alla Lewis e Clark dell’era spaziale. Il protagonista era il sergente Raymond Boyle.
La spedizione aveva raggiunto quello che sembrava l’orlo assoluto e finale dell’universo. Oltre il sistema solare in cui si trovavano i membri della spedizione pareva che non ci fosse più nulla, e loro stavano montando degli apparecchi per captare i più deboli segnali che potessero venire dal più impercettibile qualcosa in tutto quel nulla di velluto che si stendeva là fuori.
Il sergente Boyle era un terrestre. Era l’unico terrestre della spedizione. Anzi, era l’unica creatura proveniente dalla Via Lattea. Gli altri membri della spedizione venivano da tutte le parti. La spedizione era uno sforzo congiunto finanziato da circa 200 galassie. Boyle non era un tecnico. Era un insegnante di inglese. Il fatto era che la Terra era l’unico posto, in tutto l’universo conosciuto, dove si usasse il linguaggio. Era una singolare invenzione dei terrestri. Tutti gli altri usavano la telepatia mentale, perciò i terrestri potevano trovare ottimi impieghi come insegnanti di lingue ovunque andassero, o quasi.
La ragione per cui certe creature volevano usare il linguaggio anziché la telepatia mentale era questa: avevano scoperto che col linguaggio si poteva fare assai di più. Il linguaggio le rendeva molto più attive. La telepatia mentale, con tutti che dicevano tutto a tutti in continuazione, produceva una sorta di indifferenzageneralizzata nei riguardi di ogni comunicazione. Invece il linguaggio, con i suoi significati lenti e ristretti, offriva la possibilitàà di pensare a una cosa alla volta, di mettersi a ragionare in termini di progetti. Boyle fu chiamato fuori dall’aula e invitato a presentarsi immediatamente al comandante della spedizione. Non riusciva a immaginare di cosa si trattasse. Entrò nell’ufficio del comandante, salutò militarmente il vecchio. Veramente, il comandantenon aveva affatto l’aria di un vecchio. Veniva dal pianeta Tralfamadore ed era alto più o meno come una lattina di birra terrestre. Veramente, non somigliava neanche a una lattina di birra. Sembrava un piccolo sturalavandini.
Non era solo. Era presente anche il cappellano della spedizione. Il cappellano veniva dal pianeta Glinko-x-3. Era una specie di enorme fisalia, in un serbatoio di acido solforico a rotelle. Il cappellano aveva un’aria grave. Era successa una cosa terribile.
Il cappellano invitò Boyle a farsi coraggio, e poi il comandante gli disse che c’erano bruttissime notizie da casa. Il comandante disse che a casa c’era stato un decesso, che Boyle varebbe avuto un permesso speciale di 3 giorni, che doveva prepararsi a partire immediatamente.
“È… è… la mamma?” disse Boyle, sforzandosi di ricacciare le lacrime.
“È papà? È Nancy?” Nancy era la ragazza della porta accanto.
“È il nonno?”
“Figliolo?…” disse il comandante, “fatti animo. Mi spiace di doverti dire questo: non è chi è morto, è cosa.”
“Cos’è morto?”
“Quella che è morta, ragazzo mio, è la Via Lattea.”

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005