il falegname

Ch’ing, il falegname di corte, iniziò a costruire un supporto di legno per una campana. Una volta terminato, risultò un’opera d’arte tanto mirabile da sembrare addirittura soprannaturale. Anche il Duca di Lu lo vide e chiese a Ch’ing: «Quale tecnica hai usato per produrre una meraviglia del genere?».
«Sono solo un artigiano» rispose Ch’ing. «Non conosco arti particolari. Ma tengo a dire che quando devo iniziare a lavorare al supporto per una campana, cerco di non dilapidare il mio spirito. Digiuno per preservare la serenità della mente. Dopo tre giorni smetto di nutrire ogni desiderio di premi, benefici o lodi ufficiali. Dopo cinque giorni l’idea di ricevere lodi o biasimo e ogni questione relativa all’esecuzione dell’opera mi abbandonano. Dopo sette giorni raggiungo uno stato di serenità assoluta, dimenticando che possiedo un corpo e quattro arti. In quel momento dimentico di lavorare per la corte. La mia unica preoccupazione è l’opera, e nessun fattore esterno mi disturba. Mi reco quindi nel bosco e scelgo l’albero più adatto, quello la cui struttura naturale è in armonia con la mia natura interiore. In quel momento so che posso portare a termine il mio supporto per la campana e mi metto all’opera. Se tutte queste condizioni non vengono soddisfatte, allora non lavoro».

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citato in Daisetz T. Suzuki, Lo Zen e la cultura giapponese

Traduzione di Gino Scatasta

Adelphi, 2014

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