scrivere un racconto

Scrivere un racconto non era facile come scrivere una lettera, o come raccontare una storia a un amico. Io credevo di sì. Cechov aveva detto che era facile, ma io riuscivo a stento a finire una pagina al giorno. Mi scoprivo troppo coinvolto nelle parole, negli strani rapporti fra i loro suoni, quasi che sotto le parole ci fosse una musica, come il canto arcano di un demiurgo dal quale emergessero immagini, oggetti virtuali, strade e alberi e persone: diventava sempre più forte, come se la musica fosse la storia. Dovevo togliermi di mezzo, lasciare che accadesse, ma non ci riuscivo. Ero un cattivo ballerino: sentivo la musica, eseguivo i passi, incapace di lasciarmi andare alla melodia.

sylvia
Leonard Michaels
Sylvia (1992)
trad. it. di Vincenzo Vergiani
Adelphi, 2016

dialoghi del bus #7

(parlando da solo)

“Ha i capelli corti per sembrare americano invece è solo un tossico di simpamina, un tossico di simpamina, ma cosa c’entro io con lui, ma robe da matti, il tossico di simpamina, pensa te, TOSSICO DI SIMPAMINA.”

stanco

– Son stanco.
– Eddai però non ti posso vedere così, fai qualcosa…
– Cosa vuoi che faccia, ti ho detto che son stanco.
– Ma non lo so, reagisci!
– Non riesco, son stanco.
– Potresti…
– Stanco.
– E quindi?
– …
– …

FINE