la fabbrica di romanzi

Oggi nessuno legge più i romanzi di Yves de Lalande, il che fa sospettare che tra non molto nessuno leggerà più i romanzi di nessuno. Yves de Lalande era un nome inventato: in realtà si chiamava Hubert Puits. Fu il primo produttore di romanzi in scala veramente industriale. Come tutti, si era iniziato nella sua attività su un piano artigianale, scrivendo romanzi a macchina; con questo metodo, per quanto illustre, primitivo, gli ci volevano sei mesi per portare a termine un’opera, e quest’opera era ben lontana dal potersi dire un prodotto rifinito. In tempo, Puits si accorse che l’idea di scrivere da solo qualcosa di così complesso e vario come un romanzo, così pieno di umori e situazioni e punti di vista diversi, sembrava un compito più adatto a un Robinson Crusoe che non a un cittadino della più grande e progredita nazione industriale del ventesimo secolo, la Francia. […]
Puits si convinse che per fare un buon romanzo non basta un uomo solo, ce ne vogliono dieci, forse venti: Balzac, Alexandre Dumas, Malraux, pensava, chissà quanti impiegati avevano.
D’altra parte gli uomini sono portati a litigare tra di loro: meglio cinque impiegate di buon carattere che non dieci geni incompatibili. Così prese avvio lo stabilimento o fabbrica di romanzi Lalande.

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J. Rodolfo Wilcock
La sinagoga degli iconoclasti
Adelphi, 1990

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