posto di merda

In Russia, negli anni sessanta o settanta dell’Ottocento, si sarebbe scritto: “Il piccolo villaggio di X, a centoventisette verste da Mosca, veniva menzionato dall’enciclopedia come il luogo dove un proprietario terriero era riuscito a incrociare un cane con un gatto”. In Francia, qualche anno prima, si sarebbe scritto: “La peu que nous savons de la petite ville de B––, nous savons parce que là se trouve un homme à deux têtes”. Nel mio paese, negli anni cinquanta e sessanta, si sarebbe scritto: “La cittadina industriale di Pearl River era una di quelle piccole comunità industriali che accolgono l’automobilista con un cartello che recita ‘Dalle vecchie tradizioni, si fa avanti il nuovo’ e che hanno un solo codice di avviamento postale”. Oggi, grazie a Dio, ci vengono risparmiati questi eufemismi e possiamo essere più concisi: “Pearl River è un posto di merda”.

solitudine
John Cheever
Una specie di solitudine. I diari
trad. it. di Adelaide Cioni
Feltrinelli, 2012