“topeca”

TopecaE alla fine venne il giorno di Topeca, uscito oggi per la collana Officina Marziani di Antonio Tombolini Editore. Lo trovate, per ora solo in ebook, su tutte le principale librerie online.
La sinossi dice così:

Topeca, uomo tranquillo, non più giovane, dalla vita assolutamente ordinaria, improvvisamente, agli occhi dell’intera cittadinanza, diviene un eroe.
Ma che cos’è mai un eroe, oggi? E perché Topeca dovrebbe meritarsi un tale titolo? Certo, ha salvato la figlia dell’assessore dalle ruote di un’auto in corsa… Ma lo ha fatto davvero? Topeca non ne è poi troppo sicuro.
L’assessore, invece, parla chiaro: Topeca è un eroe. Uno di cui la patria ha bisogno. Un’icona per il popolo.
Altrettanto chiaro parla il commendatore presso cui Topeca lavora: un eroe porterà fama e denaro, si può forse rifiutare un tale onore?
Ora che i giornalisti vorranno intervistarlo, ora che programmi televisivi pomeridiani per massaie lo pretenderanno ospite in studio, Topeca baratterebbe volentieri il suo quarto d’ora di celebrità con la confortevole nicchia di anonimato in cui è rimasto accovacciato per anni. E che tutto a un tratto è minacciata dalle forze imperscrutabili della notorietà.
Scritto con un linguaggio piacevolmente semplice e diretto, talora ironico, il romanzo offre un interessante scorcio sulla società moderna e su come ogni uomo, a modo suo, possa sfuggirle.

Se vi ha incuriosito e volete saperne di più qui ci sono alcuni estratti.
Buona lettura.

dialoghi del bus #4

(parlando al telefono)

“Pensa che avevo un pacco di pasta in casa e quando l’ho aperto era pieno di farfalline. È perché sopra di me sono venuti ad abitare dei cinesi. Le farfalline devono averle portate loro…”

dialoghi del bus #3

(parlando all’amico di fianco)

“Ascoltami a me. Al cavallo gli basta uno sguardo per farti il malocchio. Ma lo fa solo per punirti quando ci volevi fare del male, o picchiarlo.”

“l’era dei mostri speranzosi”

La vicenda era ambientata in un pianeta popolato da umanoidi che fino all’ultimo insistevano a ignorare i problemi più cruciali della sopravvivenza. Alla fine, quando tutti i boschi erano stati distrutti e i laghi avvelenati dalle piogge acide, e tutte le falde acquifere rese impotabili dagli scarichi industriali e da altri fattori di inquinamento, gli umanoidi scoprivano di esser genitori di bambini muniti di ali, di corna o di pinne, senza occhi o con cento occhi, senza cervello o con un cervello smisurato, e così via.
Tali erano gli esperimenti operati dalla natura su creature che, fortuna permettendo, sarebbero potuti essere cittadini planetari migliori degli umanoidi. Quasi tutti morirono, o furono uccisi, o perirono altrimenti, ma alcuni erano invero molto promettenti, si sposarono fra loro e misero al mondo figli dello stesso stampo.

galapagosun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Galapagos (1985)
trad. it. di Riccardo Mainardi
Bompiani, 2000

una razza ambigua e traditrice

Pin non sente più niente; ormai è sicuro che non darà loro la pistola; ha i lucciconi agli occhi e una rabbia gli stringe le gengive. I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch’essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l’altro che non si riesce mai a capire qual è il gioco vero.

sentiero
Italo Calvino
Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
Mondadori, 1993

mica bene

calvin
Nella vita ci sono gioie e dolori, bene. Però passare troppo repentinamente dalle prime ai secondi, mica bene. Come quando all’asilo c’era da mangiare il purè di patate, io ne chiedevo una doppia razione (Sicuro che lo mangi tutto?, chiedevano. Eccerto, rispondevo) per poi scoprire con raccapriccio, appena messa in bocca la prima cucchiaiata, che non era purè, ma pearà.*

(*per chi non lo sapesse, la pearà è questa cosa orribile qui; se qualcuno vi dice “ma è buonissima”, ebbene, non fidatevi)

l’idiota ballerino

[Il racconto] trattava di un tragico fallimento in fatto di comunicazione.
Ecco la trama: una creatura di nome Zog arriva sulla Terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e curare il cancro. Porta queste sue informazioni da Margo, un pianeta i cui abitanti conversano tra loro emettendo scoregge e ballando il tip-tap.
Zog sbarca di notte nel Connecticut. Ha appena messo piede a terra che vede una casa in fiamme. Vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap, per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca il cranio con una mazza da golf.

phpThumb_generated_thumbnailjpgun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
La colazione dei campioni (1973)
Trad. it. di Attilio Velardi
Feltrinelli, 2005

Topeca

TOPECA-01
Orbene, orbene, il momento è quasi giunto.
Tra un paio di settimane esce Topeca, nella collana Officina Marziani.
Si presenterà al pubblico con l’abito che vedete qui a fianco e che gli è stato cucito su misura da Marta D’Asaro.
Nel frattempo, potete leggere l’incipit qui e qualche altro estratto qui.
Per ora è tutto, e mi raccomando: trattatemelo bene che è una personcina sensibile.

una parola

Noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano senza che questo essere umano da noi annientato, nel momento in cui pronunciamo la parola che lo annienta, abbia cognizione di questo fatto micidiale, pensai. Un simile essere umano, messo a confronto con una tale parola micidiale, nel senso che micidiale è il concetto che ad essa corrisponde, ancora non intuisce nulla dell’effetto micidiale di questa parola e del concetto che
ad essa corrisponde, pensai.

soccombente
Thomas Bernhard
Il soccombente (1983)
trad. it. di Renata Colorni
Adelphi, 1985