l’ultima rotazione

cuboAvete presente quel momento in cui tutto sembra essere finalmente al posto giusto, quella rara e miracolosa ultima rotazione del cubo di Rubik della vostra vita dopo la quale potete finalmente riposarvi e rimirare con appagamento la raggiunta perfezione?
No, eh?
Neanche io.

“salute al capo”

Trout non distingueva un politicante dall’altro: ai suoi occhi erano tutti degli indifferenziati scimpanzé entusiasti. Una volta aveva scritto un racconto a proposito di uno scimpanzé ottimista diventato infine presidente degli Stati Uniti. Lo aveva intitolato Salute al Capo.
Lo scimpanzé indossava una giacchetta blu doppio petto coi bottoni d’ottone e il distintivo di presidente degli Stati Uniti sul taschino. […]
Dovunque andasse c’erano bande che suonavano Salute al Capo. Lo scimpanzé lo adorava. Ogni volta saltellava su e giù.

phpThumb_generated_thumbnailjpgun racconto di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
La colazione dei campioni (1973)
Trad. it. di Attilio Velardi
Feltrinelli, 2005

la burla universale

Ci sono certe bizzarre circostanze e occasioni in questa strana e caotica faccenda che chiamiamo la vita, che un uomo prende l’intero universo per un’enorme burla in atto, sebbene non riesca a vederne troppo chiaramente l’arguzia, e sospetti anzichenò che la burla non sia alle spalle di altri che le sue. Tuttavia, nulla c’è che scoraggi e nulla sembra degno di discussione. Egli ingolla tutti gli avvenimenti, tutti i culti, le fedi e le persuasioni, tutte le cose difficili visibili e invisibili, non importa quanto indigeribili, come uno struzzo dallo stomaco robusto inghiotte pallottole e pietre focaie. E quanto alle piccole difficoltà e afflizioni, le prospettive d’improvvisa rovina, di pericolo della vita o del corpo, tutto questo, e persino la morte, gli sembrano ingegnosi e amichevoli colpi, allegre spunzonature nei fianchi, somministrati dall’invisibile e inspiegabile vecchio mattacchione. Questa bizzarra specie di umore capriccioso di cui parlo viene a un uomo soltanto in certe circostanze di estrema tribolazione, viene nel bel mezzo della sua serietà, cosicché ciò che poco prima gli sarebbe potuto apparire una cosa di grandissima importanza, ora gli pare soltanto parte della burla universale.

moby
Herman Melville
Moby Dick (1851)
trad. it. di Cesare Pavese
Adelphi, 1987

l’apostolo della polvere

Il pretore (a riposo) Patalocco infatti non poteva ammettere che si spazzasse, ed era l’unico punto su cui a casa sua non transigeva. Non è tanto che gli piacesse la sporcizia, quanto che il suo senso cosmico e profondo della quiete era gravemente turbato da una pratica tanto tumultuosa; che la polvere si sovrapponesse alla polvere non in quanto polvere, ma come segno che tutte le cose andavano per il loro verso era il suo ideale e, a un tempo, la sua idea fissa. Senonché la moglie, approfittando delle sue assenze, riusciva qualche volta a dare una pulita alla casa, il che era fonte piu d’amarezza che di rabbia per il pretore, il quale si sentiva tradito e incompreso, circondato d’inconsapevoli. Ciò appunto conferiva alla sua fisionomia un che di saggio e disilluso nonché, in definitiva, un’alta luce di spirito; apostolo della polvere, il mondo lo disconosceva.

Tommaso Landolfi
La pietra lunare (1939)
Adelphi, 1995

515 ore

Alla moglie viene consigliato un libro sull’adulterio. Fa tre isolati in metropolitana per andare a comprarlo. Il titolo è tremendo e la sola idea di leggerlo la fa sentire in imbarazzo. Così, lo nasconde in giro per la casa con lo stesso fervore con cui si nasconderebbe una pistola o un chilo di eroina. Nel libro, lui viene chiamato il partner traditore e lei il partner tradito. Tra le tante altre cose, ce n’è una in particolare che la fa morire dal ridere. È una nota a piè di pagina su come le diverse culture cercano di ricucire il matrimonio dopo un tradimento.

In America il partner traditore passa una media di 1000 ore a elaborare il fatto con il partner tradito. È il tempo necessario.

Quando lo legge, si sente molto dispiaciuta per suo marito.

Che è solo a 515 ore.

[…]

“Certe volte penso di vendicarmi” confida al marito. Lui sussulta. “E cosa avresti in mente?”.
In Africa legano la coppia di amanti e la danno in pasto ai coccodrilli.

Nell’antica Grecia la punizione era infilare un ravanello nell’ano.


In Francia la donna doveva inseguire una gallina per strada tutta nuda.

sembrava
Jenny Offill

Sembrava una felicità

trad. it di Francesca Novajra
NN Editore, 2015