accelerando

Mi son reso conto che la maggior parte dei romanzi che leggo mi sembrano partir piano per poi diventare sempre più serrati dalla metà in poi. Il che potrebbe essere una regola base della narrazione, e morta lì. Eppure mi sembra sospetto che scrittori così diversi tra loro scrivano tutti storie con la stessa andatura. Allora ho pensato che magari la cosa dipende da me, che forse son proprio io che leggo così, accelerando.

paura di scomparire

Si assopisce in uno stato prossimo alla veglia, in perenne tensione, come se fosse in attesa di un segnale telefonico, di un insolito scampanellio alla porta o di una qualsiasi chiamata di soccorso o d’emergenza, e non volesse abbandonarsi a un sonno troppo profondo, come se dovesse vegliare su tutti quelli che conosce, coloro che fanno parte della sua vita, e lui stesso avesse paura di scomparire.

nuotatori
Joaquín Pérez Azaústre
I nuotatori
trad. it. di Paola Tomasinelli
Codice Edizioni, 2014

scoreggine

all-star
Corre l’anno 2015, mandiam la gente nello spazio, e ancora non abbiamo risolto il problema delle All Star nuove che fan le scoreggine quando cammini. In ufficio poi è imbarazzante anzichenò. E anche sui mezzi pubblici, a pensarci bene.

congiuntivi

Una roba che a me è sempre piaciuta parecchio è l’uso del congiuntivo nel dialetto. Oggi, ad esempio, ho sentito dire a un veronese “fusse” al posto di “fosse” ed è stato bellissimo.

quando bevevo

Quando bevevo. Conoscevo un tipo che era proprietario di un bar. Tutte le sere stavo lì da lui fino alle due. A una cert’ora, quando era già tardi, cercavo di scroccargli da bere. Dai, su, offrimi qualcosa. Un bicchiere di whisky. Ma lui niente. Se fossimo a casa tua però me lo offriresti, gli dicevo. Ma io qui sto lavorando. Io stavo zitto dieci minuti, lo guardavo e poi gli dicevo: Se fossimo da te però me l’offriresti. E lui: Certo. Allora aspettavo fino all’ora di chiusura e poi andavo a casa sua.

Opere
Daniele Benati
Opera n. 131 da Opere complete di Learco Pignagnoli
Aliberti, 2006

giù a ridere

Se ho detto qualche bugia? Certo. Ho lasciato intendere di essere vissuto quattro anni sulla Rive Gauche seduto ai tavolini dei caffè famosi a osservare gli esistenzialisti discutere appassionatamente. Ciò che giustificava ai miei occhi queste esagerazioni era la convinzione che avrei davvero potuto fare qualcosa del genere. Tutto nella mia vita sembrava fortuito, una serie di svolte ed eventi imprevisti, per cui nel mio caso l’invenzione non era più stravagante della verità. Come quando raccontai alla signora incontrata in treno alla partenza da Chicago che ero russo. Descrissi il nostro appartamento a Leningrado, gli orrori del lungo assedio, la morte dei miei genitori davanti a un plotone d’esecuzione tedesco a cui noi figli fummo costretti ad assistere, i campi profughi in Europa. A un certo punto durante la notte chiesi scusa, andai alla toilette, e giù a ridere.
Quanto del mio racconto avrà creduto? Chissà. All’arrivo la mattina mi diede un lungo bacio d’addio, che poteva significare qualunque cosa.

il mostro
Charles Simic
Il mostro ama il suo labirinto
trad. it. di Adriana Bottini
Adelphi, 2012

è sicuro?

drin
Da quando usiamo tutti i cellulari con i numeri memorizzati in rubrica il numero delle chiamate a numeri sbagliati si è drasticamente ridotto. Il che è un bene, ma ci priva di quelle perle dell’assurdo che capitavano prima.
Per esempio:

– Ciao Gianni, c’è Gloria?
– No, ha sbagliato, non sono Gianni e qui non c’è nessuna Gloria.
– Mmm. Ma è sicuro?

“come te la cavi?”

Su un altro pianeta un’agenzia pubblicitaria aveva lanciato con successo una campagna pubblicitaria per l’equivalente locale del burro di arachidi terrestre. La parte saliente e vistosa di ogni annuncio era la segnalazione di una qualunque media: il numero medio di bambini, la misura media dell’ordine sessuale maschile su quel particolare pianeta – che era di cinque centimetri di lunghezza, con un diametro interno di sette centimetri e mezzo e uno esterno di undici centimetri – e così via. Gli annunci invitavano i lettori a scoprire se erano superiori o inferiori alla media, sotto questo o quell’aspetto, quale che fosse l’argomento.
L’annuncio proseguiva affermando che la gente superiore o inferiore alla media mangiava pur sempre quella particolare marca di burro di arachidi. Solo che su quel pianeta non si trattava di vero e proprio burro di arachidi: si trattava di Shazzbutter.
E così via.

phpThumb_generated_thumbnailjpgun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
La colazione dei campioni (1973)
Trad. it. di Attilio Velardi
Feltrinelli, 2005

mica tanto

C’era Tenaglia che non aveva mai letto un libro. Un giorno ne ha comprato uno e l’ha letto tutto in un fiato. Solo che non gli è piaciuto mica tanto.

Opere
Daniele Benati
Opera n. 7 da Opere complete di Learco Pignagnoli
Aliberti, 2006

il bullo

Il bullo si bulla, nel suo giardinetto,
alza la voce, gonfia un po’ il petto.
Dimostra gagliardo che non ha paura,
questa del bullo è la tronfia natura.

Ma quando realizza ch’è aperto il cancello,
il bullo vacilla, si atteggia a fringuello.
È tutto un errore, canticchia flautato,
lo giuro, lo giuro, si è equivocato.

Poi passa del tempo, il bullo è paziente,
richiuso il cancello, distratta la gente.
Un poco alla volta, è tutto perfetto,
si bulla, di nuovo, nel suo giardinetto.