caniggia, o la luna

Andava ancora a scuola, ma erano gli ultimi spasmi di quella storia, quando una ragazza che portava fuori il cane cominciò a far parte del suo gruppo di amici, le sere d’estate e anche i pomeriggi. Lui uscendo dal portone si accorgeva subito della sua presenza, perché lei aveva capelli così chiari e un cane così nero e occhi così vuoti che sembravano bianchi e tutto quel biancore lui lo notava prima ancora di vederlo anche se lei aveva un vestito scuro lui vedeva un luogo bianco in mezzo al gruppo dei suoi amici e anche se lei era magra da morire gli pareva non un chiodo ma una sferica perla. Ancora anni dopo lei gli tornava in mente nei modi più strani e imprevisti, vedendo il giocatore argentino Caniggia, per esempio, o la luna.

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Tratto da
Dario Voltolini
Forme d’onda
Laurana, 2013