contentarsi pt. 2

Le cose sono andate all’incirca così. All’inizio di gennaio sul sito di Wired è stato pubblicato un articolo in cui si annunciava un progetto ambizioso: selezionare 10 autori autopubblicati degni di nota. Letto quel pezzo, per un secondo fui tentato di autosegnalare Piccole cose con le zampe. Poi però pensai che sarebbe stato abbastanza squallido, un po’ come quello che si autovota e poi dopo lo spoglio vien fuori che ha preso un solo voto, e tutti lo guardano con un misto di disprezzo e di commiserazione.
E insomma, non segnalai nulla (dice che l’autore autopubblicato deve essere bravo ad autopromuoversi ma io va sempre a finire che mi autovergogno un po’).
Comunque, qualche giorno fa la ricerca di Wired è giunta al termine. Ebbene, Piccole cose con le zampe è uno dei 10 titoli segnalati. Ora, una classifica di questo genere è per forza di cose basata sul gusto personale, lo dice sin da subito anche l’autore del pezzo, e molti la troveranno incompleta, sbagliata, parziale. Nei commenti c’è già qualcuno che la critica, com’è legittimo e naturale che sia.
Però a me, che ho un grado di autostima altalenante tra nulla e pochino, questa cosa qui ha dato fiducia. Non mi aspetto chissà che, non credo che nessun editore verrà a bussare alla porta di nepente per propormi qualcosa, ma anche l’articolo mi portasse solo una manciata di lettori in più sarebbe una benedizione.
L’importante, come ho già scritto una volta citando uno scrittore che ne citava un altro, è contentarsi.

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