metà li lusinga, metà li macella

Visto che questo blog si chiama nepente mi sembrava d’obbligo fare almeno un post sulle piante che si chiamano nepente. Poi ho visto che sull’argomento non so nulla più di wikipedia. Però su un’altra specie di pianta carnivora, la dionaea muscipula o venus flytrap – quella con la bocca dentata a scatto che è diventata pop a colpi di Mario Bros, Piccola Bottega degli orrori, e via dicendo – su quella so una cosa che su wikipedia non c’è e che riguarda come la pianta ha risolto un suo intimo conflitto di interessi, e mi par giusto condividerla, questa meraviglia, che a me gli stratagemmi della natura lascian sempre stupefatto.

Dunque, la trappola di dionaea attrae gli insetti – principalmente mosche, da qui il flytrap – grazie a sfumature sulla trappola e a gocce di sostanza zuccherina. Appena l’insetto si posa, con le zampe stimola dei peletti sul lato interno della trappola. Il primo solletichio viene ignorato per evitare falsi allarmi, il secondo fa scattare la trappola. L’insetto verrà digerito poi, con tutta calma. Con lo stomaco pieno, la dionaea si dedica all’impollinazione, sviluppando un fiorellino bianco, educato, che fa il suo mestiere. Eppure, la dionaea ha un problema. Per l’impollinazione ha bisogno di insetti, ma quando questi si avvicinano se li mangia – e va da sé che quelli poi non riescono a impollinar più nulla. La dionaea, insomma, è viziosa. Così la natura, sapendo che non puoi mettere il ristorante di fianco al patibolo e sperare che tra gli avventori si scateni il passaparola, interviene e fa una cosa semplice: compartimentazione, come la chiamava quello. Lo stelo si fa lungo, lunghissimo se rapportato alle dimensioni della pianta, così il fiore è libero di sedurre parte degli insetti con il suo polline – ma lassù, lontano dalle trappole – e di lascirli poi allontanare indisturbati. Le trappole nel frattempo continuano a sgranocchiare placidamente tutti quelli che invece han preferito le sfumature e la sostanza zuccherina – ma in basso, vicino alla terra.
La dionea fa così: metà degli avventori li lusinga, metà li macella.

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