pensate

Un paio di anni fa stavo visitando un castello in Scozia e la guida, che voleva magnificarne lo sfarzo, ha detto “Pensate che avevano anche uno di quelli, come si usa nel continente”, e nel dirlo ha indicato il bidè.

più grossi

“Che ne dici di questo?”
“Naaa, li voglio più grossi!”
“Ah.”
“Massì, che più son grossi, più sembro intelligente.”
“Tipo questo?”
“Esatto, quello va benissimo. Tanto poi mica li leggo, mi servono solo per riempire la libreria.”

(dialogo tra amiche, origliato in una grossa libreria davanti alla sezione dei libri in saldo)

“rinuncia!”

Era la mattina per tempo, le vie pulite e deserte. Andavo alla stazione. Confrontando il mio orologio con quello d’un campanile, vidi che era molto più tardi di quanto non avessi pensato, dovevo affrettarmi assai, lo spavento di quella scoperta mi rese incerto della via, non conoscevo ancora bene questa città: fortunatamente vidi una guardia poco distante, corsi da lui e senza fiato gli domandai la strada. Egli sorrise e disse:
«Da me vuoi sapere la via?»
«Appunto» risposi «dato che non so trovarla da me.»
«Rinuncia, rinuncia!» E si girò con grade slancio, come chi vuol essere solo con la propria risata.

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Franz Kafka
Racconti
A cura di Ervino Pocar
Mondadori, 1970