denis johnson vs breece d’j pancake

– Cos’era quello?
– Un coniglio.
– Qualcosa ci ha investiti.
– Sei tu che hai investito lui.
Georgie schiacciò il freno: – Stufato di coniglio!
Mise la marci a zigzagò all’indietro fino al coniglio: – Dov’è il mio coltello da caccia? – Per poco non l’investì di nuovo, quella povera bestia. […]
Un minuto dopo stava in piedi su ciglio della strada, a squartare quella cosina magra, buttando via gli organi interni. – Avrei dovuto fare il medico, – diceva piangendo.
Una famiglia su una grossa Dodge, l’unica auto che vedemmo per un bel pezzo, rallentò e si sporse dal finestrino. Il padre chiese: – Cos’è, un serpente?
– No, non è un serpente, – disse Georgie. – È una coniglia incinta, ci sono i bambini, dentro.
– «Bambini?!» – disse la madre, e il padre accelerò senza curarsi delle proteste dei ragazzini seduti dietro. […]
– È meglio tenerli al caldo, questi conigli. – Uno alla volta li feci scivolare tra i bottoni, sotto la camicia, a contatto con la mia pancia. […]
Alla fine, Georgie disse: – Meglio trovare un po’ di latte per quei coniglietti.
– Non ne abbiamo, di latte – risposi.
– Lo mescoliamo con un po’ di zucchero.
– La vuoi finire, con ‘sto latte?
– Sono mammiferi, amico.
– Scordateli, quei conigli!
– A proposito, dove sono?
– Mi ascolti, sì o no? Ho detto «scordati quei conigli»!
– Dove sono?
La verità è che mi ero dimenticato di loro, ed erano morti.
– Sono scivolati dietro e li ho schiacciati – dissi tristemente.

978880615586MED
Denis Johnson
Emergenza, in Jesus’ Son
trad. it. di Jack Delaney
Einaudi, 2000

 

Si mosse lentamente, sollevando il fucile all’altezza del viso, puntando verso l’ombra, e prima che il rumore si diffondesse per la cava, vide il lampo di un movimento. Corse nel posto in cui stava il cervo, ma non c’era sangue. Trascinò l’animale per soli dieci passi dal posto in cui era caduto. Era una cerva con una ferita che le disegnava un filo rosato, ma senza sangue, vicino alla spalla.
Lavorando velocemente, le spezzò i tendini delle zampe davanti, le legò con una corda e le appese a un ramo basso. Tagliò lungo la gola e il sangue sgocciolò nella neve; ma mentre faceva risalire il coltello per la pancia, qualcosa sobbalzò dentro la carcassa, muovendosi sotto i colpi della punta del coltello. Continuò a tagliare e, quando uscirono le viscere, cadde ai suoi piedi una piccola massa che si contorceva.
Diede un calcio al cerbiatto non ancora nato, strappò le viscere della cerva, tagliò le zampe posteriori e lasciò cadere a terra il resto della carcassa per gli animali che mangiano carogne. Mise tre piccoli pezzi di fegato da parte a raffreddarsi nella neve.

Trilobiti
Breece D’J Pancake
Cava, in Trilobiti
trad. it. Ivan Tassi
ISBN, 2005

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