in australia #4

In Australia hanno i fusi orari anche con le mezz’ore, e io mica sapevo esistessero, i mezzi fusi orari – o fusi mezzorari, fate voi.

In Australia ho pensato che io, come idea, preferisco vivere in un posto dove le specie animali potenzialmente letali sono due o tre al massimo, e quindi, non in Australia.

In Australia alla tv fanno vedere un sacco di storie edificanti sugli aborigeni, e ci sono anche università per favorire l’inserimento degli aborigeni, solo che poi quando li vedi in giro, gli aborigeni, hanno un’aria così triste e raminga che ti chiedi se le storie che hai visto in tv son vere, e se quelle università là funzionano davvero.

“2bro2b”*

Un’America dove quasi tutto il lavoro era svolto dalle macchine, e le uniche persone che potevano trovare un impiego avevano tre o quattro dottorati. C’era anche un grave problema di sovrappopolazione.
Tutte le più gravi malattie erano debellate. Così la morte era volontaria, e il governo, per incoraggiare quelli che volevano morire, aveva eretto a ogni incrocio delle strade principali un Salone del Suicidio Etico, col tetto viola, proprio accanto al tetto arancione di uno Howard Johnson.**
Nel salone c’erano hostess molto graziose, e delle comode poltrone, e un sottofondo musicale, e una sceltatra 14 sistemi indolori per morire. I saloni del suicidio erano posti affollatissimi, perché tanta gente si sentiva sciocca e inutile, e perché morire era ritenuta una cosa patriottica e disinteressata. Gli aspiranti suicidi avevano anche diritto a un ultimo pasto gratis nell’attiguo ristorante.
E così via.

*La pronuncia americana di 2BRO2B è molto simile a quella di To be or not to be?, Essere o non essere?
** Catena di ristoranti economici

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

in australia #3

In Australia alla fine delle previsioni del tempo ti fanno vedere le temperature di tutte le capitali mondiali, mica solo delle città australiane.

In Australia, dentro al frigobar degli alberghi, di fianco alle bottigliette mignon degli alcolici, c’è anche una confezione di aspirine. I got the poison, I got the remedy, come cantavano quelli.

In Australia alcuni giocatori di cricket mentre giocano hanno un auricolare con cui commentano la partita conversando amabilmente con il telecronista.

In Australia – questa è difficile da accettare, lo so, fatevi forza – è in vendita il vino analcolico.

comoda, la parola “fine”

Ieri ho visto un film dove c’era questa coppia in crisi che però era ricchissima e viveva in un attico principesco. Poi, dopo una serie di peripezie molto lunga e complicata, perdevano entrambi il lavoro ma riscoprivano l’amore e si riconciliavano. E insomma io ho pensato che un film con un lieto fine così consolante è un po’ disonesto, perché mica te la fa vedere la coppia che riempie scatoloni su scatoloni con la propria roba e lascia il superattico, mica te li fa vedere i litigi quando a fine mese non ci son più soldi, mica te la fa annusare l’aria stantia della roulotte dove vanno a vivere. Comoda la parola “fine”, alla fine del film, eh?

la vita

La vita, come un commentario di un’altra cosa che non afferriamo, e che è lì all’altezza del salto che non spicchiamo.
La vita, un balletto su un tema storico, una storia su un fatto vissuto, un fatto vissuto su un fatto reale.
La vita, fotografia del numero, possesso nelle tenebre (donna, mostro?), la vita, prosseneta della morte, splendide carte, tarocco dalle dimenticate combinazioni che delle mani gottose avviliscono a triste solitario.

Rayuela
Julio Cortázar
Il gioco del mondo
Rayuela
Einaudi, 2005

“venere sulla conchiglia”

Nella quarta di copertina c’era il riassunto di una scena molto spinta contenuta all’interno. Il riassunto era questo:

La regina Margaret del pianeta Shaltoon lasciò cadere il vestito sul pavimento. Sotto non aveva niente. Il suo petto era alto, sodo e scoperto era roseo e fiero. Le sua anche e le sue cosce sembrravano una lira invitante di purissimo alabastro. Così bianco era il loro splendore che dentro avrebbero potuto avere una luce. “I tuoi viaggi sono finiti, Vagabondo dello Spazio” mormorò, con una voce arrochita dalla passione. “Non cercare più, perché hai trovato quello che cercavi. La risposta è tra le mie braccia.”
“Dio sa che è una splendida risposta, regina Margaret” rispose il Vagabondo dello Spazio. Il palmo della mano gli sudava copiosamente. “E io l’accetterò con gratitudine. Ma devo dirti, se volgio essere assolutamente sincero con te, che domani dovrò rimettermi in cammino.”
“Ma hai trovato la tua risposta, hai trovato la tua risposta” gridò lei, stringendosi la testa di quell’uomo tra i seni giovani e profumati.
Lui disse qualcosa che lei non udì. Lei lo scostò da sé e lo tenne a un braccio di distanza. “Cos’hai detto?”.
“Ho detto, regina Margaret, che quella che tu mi dai è una risposta maledettamente buona. Purtroppo si dà il caso che non sia quella che vado cercando sopra ogni cosa.”

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

in australia #2

In Australia lo scarico del lavandino è più largo del dovuto, così se il turista malfidente vuole controllare se davvero l’acqua gira al contrario non può farlo, perché questa viene risucchiata tutta in una volta, e senza creare vortici.

In Australia va per la maggiore il football australiano, uno sport che si gioca su un campo immenso e rotondo, e le cui regole, per il profano, sono del tutto incomprensibili.

in australia #1

In Australia hanno una pomata balsamica tipo Vicks Vaporub che se inalata guarisce dalla nausea. I bene informati dicono che funziona anche per i postumi della sbornia, ma non ho provato quindi non saprei.

In Australia sulla spiaggia vivono dei pappagallini bianchi che passano il tempo a corteggiarsi tra loro, ma si dimostrano assai litigiosi verso i gabbiani, e per questo io li stimo molto.

In Australia ci sono bambini di quattro anni che fanno domande intelligentissime, come “Perché la gravità non ha effetto sugli uccelli?”.

In Australia ci sono bar che vendono birra Peroni, e a quanto pare ne vanno parecchio fieri.

“ehi, dico, ma lo senti quest’odore?”

“Questo paese […] aveva immensi programmi di ricerca finalizzati alla lotta contro gli odori. Erano finanziati da contributi individuali raccolti dalle madri che la domenica marciavano di casa in casa. L’ideale delle ricerche era trovare uno specifico deodorante chimico per ogni odore. Ma poi il protagonista del romanzo, che era anche il dittatore del paese, fece una straordinaria scoperta scientifica, anche se non era uno scienziato, e non ebbero più bisogno di tutti quei progetti. Andava dritto alla radice del problema, lui.”
[…]
“Trovò un prodotto chimico che eliminava tutti gli odori?”
[…]
“No. Come dicevo, il protagonista era un dittatore, e non fece altro che eliminare i nasi.”

2185083un romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
Dio la benedica, Mr Rosewater (1965)
trad. it. Vincenzo Mantovani
Feltrinelli, 2005

best of 2013

Stando a Goodreads, nel 2013 ho letto una cinquantina di romanzi e una ventina di raccolte di racconti (oltre a parecchi racconti singoli gentilmente offerti dalla sezione Fiction del New Yorker, e letti tramite Kindle).
Visto che siamo a fine anno, ecco una lista delle migliori letture dei passati 12 mesi. Sono – quasi tutti – titoli arcinoti, e dopo averli letti credo di avere capito il perché.

Romanzi
Roberto Bolaño, Stella distante
Vasilij Grossman, Vita e destino
James Joyce, Ulisse
Junot Díaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao
Jack Kerouac, Big Sur

Raccolte di racconti
Jorge Luis Borges, Finzioni
Giulio Mozzi, Sono l’ultimo a scendere
Nathan Englander, Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank
J.D. Salinger, Nine stories
Thomas Bernhard, L’imitatore di voci

Infine, tra le mie poche letture di non fiction e varia (una ventina di titoli in tutto), mi sento di segnalare due cose:
l’ottimo volumetto Il realismo è l’impossibile di Walter Siti (ed. Nottetempo), che è insieme una dichiarazione di poetica e un testo di critica letteraria, e il primo volume dello Swamp Thing di Alan Moore, semplicemente superbo.