cambiare il mondo

Una delle poche cose di cui Topeca è certo, con precisione pressoché scientifica, è che chiunque, per quanto insignificante e misero possa essere o sentirsi, abbia la reale possibilità di cambiare il mondo.
Che si tratti di un cambiamento percepito come universale o di piccole scosse che increspano l’esistenza circostante e che mostreranno il loro effetto solo dopo essersi propagate e aver coinvolto altre persone, secondo Topeca è tutto sommato ininfluente.
Quello che invece non lo è affatto è capire quali siano, nello sterminato estuario delle possibilità e delle scelte, i rivoli che finiranno per insabbiarsi e quali invece condurranno al mare del cambiamento.
Di statistica ha poco più di un’infarinatura, questo va detto; però Topeca si chiede come sia possibile passare cinquant’anni senza mai fare niente di decisivo, qualcosa che modifichi in modo tangibile l’ambiente circostante, e poi, senza aver fatto nulla, sentirsi chiamare eroe.
Eroe?!

(da Topeca, un racconto di prossima pubblicazione; altri estratti qui)

le cose dell’estate

E Broad Street era in fiamme. Gli ultimi scampoli della sera si manifestavano in una parata di ori e rossi moribondi. Si accesero i lampioni. Dietro le finestre si scorgeva il tremolio azzurro degli schermi televisivi. E la notte estiva si annunciò, con la sua energia illuminata dalle stelle. Portava con sé tentazioni, struggimenti e malessere, perché queste sono le cose dell’estate.

il fiordo di Killary
Kevin Barry
Il fiordo di Killary
trad. it. di Monica Pareschi
Adelphi, 2014

verso casa

Kashmir e io diventammo piuttosto uniti, con il progredire dei miei studi. Dopo aver passato in rassegna tutte le posizioni del Kama Sutra due volte, mi portò al livello successivo introducendo la disciplina tantrica nei nostri incontri amorosi. Divenimmo talmente abili nell’arte meditativa dell’accoppiamento che, anche nel pieno della passione, lei riusciva a lucidare i suoi gioielli, a contare i soldi o persino a sciacquare qualche prelibatezza da mangiare. Io stesso ero diventato un tale maestro nella disciplina dell’eiaculazione controllata che spesso venivo quando ero a metà del tragitto verso casa.

biff
Christopher Moore
Il Vangelo secondo Biff
trad. it. di Chiara Brovelli
Elliot, 2008

la coniglietta intelligente

L’eroe principale del romanzo era un coniglio che viveva come tutti gli altri conigli selvatici sebbene fosse intelligente quanto Albert Einstein o William Shakespeare. Era una femmina, quindi una coniglia: l’unico protagonista femminile di tutti i racconti di Kilgore Trout.
Conduceva una normale vita di coniglia, nonostante il considerevole intelletto che si trovava. Era appunto giunta alla conclusione che quella sua mente non servisse a niente, che fosse una specie di tumore, che non avesse alcuna utilità nell’ambito degli schemi coniglieschi.
E così, saltellando saltellando, un giorno decide di andare in città per farsi asportare il tumore; ma un cacciatore, un certo Dudley Farrow, spara e l’ammazza prima che vi arrivi. Poi la scuoia e la sventra ma, d’accordo con la moglie Grace, decide alla fin fine che è meglio non mangiarla per via di quella testa insolitamente grande. I due, cioè, pensano quello che lei stessa aveva pensato qund’era viva: che la coniglia doveva essere malata.
E così via.

phpThumb_generated_thumbnailjpgun romanzo di Kilgore Trout citato in
Kurt Vonnegut
La colazione dei campioni (1973)
Trad. it. di Attilio Velardi
Feltrinelli, 2005

testimonial

Mi son reso conto che il mio lavoro come testimonial di me stesso su social è terribilmente sottopagato.
Ma ora basta.
Mi chiederò salario minimo, ferie pagate e buoni pasto, altrimenti smetterò di associare la mia immagine a me stesso.

le cose preferite

Tranne rare eccezioni, a me suoi social e su questo blog piace postare cose che mi piacciono, perché se mettessi tutto quel che mi dà fastidio mi sentirei come le vecchine che quando si incontrano tra loro parlano solo di acciacchi e malattie. Però mi guardo intorno e vedo che critiche e sberleffi vanno per la maggiore, e allora mi vien da chiedermi son strano, son superficiale, son coglione?
Non saprei, però finché decido metto Coltrane e le sue cose preferite, che è una delle mie cose preferite.

profonda saggezza

«Io non sono niente e tu, tu… tu sei un idiota.»
«No, invece. Io sono un greco. Un cinico.»
[…]
«Che cos’è un cinico?»
«Un filosofo. Sono un allievo di Diogene. Lo conosci?»
«No, ma come avrebbe potuto farti da Maestro? I tuoi unici amici sono i cani.»
«Diogene andava in giro per Atene con una lanterna, in pieno giorno, e la metteva davanti al viso delle persone dicendo che andava in cerca di un uomo onesto.»
«Quindi era una specie di profeta degli idioti?»
«No, no, no. […] I Greci si erano lasciati ingannare dalla loro cultura. Diogene gli insegnò che tutte le ostentazioni della vita moderna erano false e che un uomo doveva vivere semplicemente, all’aperto, senza nulla… e che non doveva occuparsi di arte, di poesia, di religione…»
«Come un cane» dissi.
«Esatto.»
[…]
Una vita senza preoccupazioni: in quel momento mi parve meravigliosa. Voglio dire, non mi andava di vivere nella polvere a di essere preso per matto. Ma una vita da cani non sembrava affatto male. Per tutti quegli anni, l’idiota aveva nascosto una profonda saggezza.
«Sto cercando di imparare a leccarmi le palle» fece Bart.

biff
Christopher Moore
Il Vangelo secondo Biff
trad. it. di Chiara Brovelli
Elliot, 2008